Rocco Viola
Press Area
Tel. 099 9577420
Fax. 099 9575501
Editoriale
Novembre 2009:
Ma che bella la Banca del Sud fatta dal Nord
Da uomo del Sud mi sento di dover intervenire nella discussione sulla Banca del Sud, a proposito della quale sono stati versati
fumidi inchiostro ma non mi risulta che l’argomento sia stato affrontato a livello di Federazione Regionale.
Qualche dubbio...
In questi giorni si sente sempre piùspesso parlare di Banca del Sud, ma,prevalentemente, da uomini del Nord: lombardo il ministro
Tremonti; lombardo il Presidente di Federcasse, Alessandro Azzi. Leggiamo (Economy n. 42) di banche del Nord che fanno da Tutor a banche
del Sud. Bisognerebbe capirci qualcosa di più. Letta così, non vorreiche la questione si risolvesse nell’ennesimo tentativo di
colonizzazione, economica e culturale, che passa attraverso i soliti luoghi comuni di un Sud straccione e incapace, che ha
bisogno del tutoraggio dei grandi uomini del Nord. Le cose non stanno così. Esistono diverse eccellenze al Sud che, ovviamente, non
hanno il dovuto spazio in quanto non fanno notizia, poiché autorizzati a parlare di efficienza e di buoni risultati pare siano abilitati
solo al Nord. Forse perché la Stampa, le Televisioni, le Banche e la Politica che contano sono presenti solo al Nord?
Senza scomodare Cavour o Quintino Sella che hanno risanato le casse dello Stato attingendo a piene mani dalle riserve auree del
Regno delle due Sicilie, non vorrei che la storia si ripetesse.
Editoriale
Luglio 2009:
La metafora del melograno per costruire il futuro
Tanti piccoli tasselli per un grande sistema. È la metafora del melograno, anima identifcativa del Credito Cooperativo che in
Italia rappresenta il primario punto di riferimento sotto la voce banche locali, vale a dire 430 istituti con oltre quattromila
sportelli capaci di dare risposte e sostegno ai risparmiatori, siano essi famiglie o imprese. Il giorno dopo la grande
crisi, dunque, il Credito Cooperativo c'è e continua a sostenere il Paese in maniera importante. Lo dicono i numeri: + 10% gli
impieghi sullo scorso all'interno della rete. Su questa strada la BCC San Marzano di San Giuseppe conferma la propria azione,
tanto da far segnare un +17% nei primi cinque mesi dell'anno proprio al sostegno del territorio, ricevendo in cambio sempre
maggiore fducia. Ma lo dice soprattutto l'apprezzamento della comunità verso le azioni pratiche e coerenti di una "banca diferente".
Puntiamo all'eccellenza e alla sostenibilità ecologica e sociale. Per questo abbiamo raforzato il nostro impegno su progetti che
contribuiscono a dare ancora più anima alla nostra banca. Ma, soprattutto, siamo convinti che il Credito Cooperativo possa svolgere
un ruolo ancora più determinante su scala nazionale se raforza la griglia della cooperazione. Per questo, nell'inaugurare la nuova
veste grafca e l'innovativo format di Sportello Aperto, diamo il benvenuto a quanti vorranno utilizzare questo spazio, come momento
di confronto condiviso sulle tematiche più diverse e aferenti la realtà multiforme del nostro Paese.
Editoriale
Aprile 2009:
Come corre la Banca locale!
Meglio il ponte sullo Stretto di Messina o una Banca per il Mezzogiorno?
La situazione economica finanziaria e la dinamica evolutiva comportamentale sia delle istituzioni che dei
consumatori, ci induce ad alcune riflessioni. Oggi, per la prima volta nella storia, viviamo una situazione unica
e senza precedenti, perché questa crisi è figlia della globalizzazione. Lo spaccato che emerge è desolante
e il futuro tutto da decifrare, proprio perché ad essere interessato è il sistema economico e finanziario nella
sua totalità. E a cascata, il mondo del lavoro, dell’occupazione, produzione. È un effetto domini terrificante,
quello al quale abbiamo assistito nell’ultimo anno e mezzo.
Ma questa crisi (soprattutto il macro aspetto economico-finanziario), non può essere solo figlia della
globalizzazione. È figlia, anche se molti non lo dicono, della faciloneria con la quale sono state gestite le
politiche di investimento. È figlia della fiducia tradita. È figlia dei colletti bianchi, oggi smanicati nel rabbattare
le poche cose che rimangono negli uffici londinesi o newyorkesi ormai sguarniti di idee e soprattutto di capitali.
È figlia di una finanza fin troppo creativa che ha offerto miraggi e utopie, pagando alla fine della fiera con
carta straccia.



